31 maggio, 2010

Quasi giugno.

Che bell'aria stamattina. profumata e freschissima, di rose e di bello, di sole e di foglie e di fiori che non sai, il caprifoglio della siepe ci mette del suo, la salvia del vaso, perfino i panni stesi, che bello stendere fuori, li raccogli e ci tuffi la faccia, che buono è. Buongiorno di quasi giugno, che giugno è domani, mi avevano insegnato una filastrocca inglese che non ricordo, sul first of the month. Mia nonna mi diceva che si doveva uscire dalla porta di casa al contrario, di schiena, e si sarebbe stati fortunati e felici fino alla fine del mese. Dopo i due giorni al Camp, solo il mio studio, la piccionaia in cima alla casa in collina è un delirio. Tutto il resto è in un ordine perfetto, pulito, sistemato, l'Illustrissimo Sposo ha reclutato i figlioli rimasti a casa a rassettare e spazzare, riordinare e sistemare, e al nostro arrivo la Princi ed io, siamo rimaste di stucco, apperò, che bravi son i maschi se lasciati al proprio destino. In questa mattina di quasi giugno metto insieme pensieri e sorrisi, mi piace pensare alla vacanza, alla festa dei due giorni passati lassù, è stata una bella, semplice avventura, organizzata nei dettagli e andata proprio come doveva andare, esattamente come l'avevamo immaginata e studiata e preparata. E le persone che ho incontrato erano esattamente come pensavo che fossero. Forse un pò più belle. Così, ora sistemo scatole e cestini, locandine e striscioni, metto tutto lì per bene, riordino con metodo e riordinare è un pò come ripassare, come ritornarci, come esserci ancora. Quasi giugno. E' un giorno perfetto per bagnare il prato, per cucinare canticchiando, per farsi un mazzolino di menta e rose, per un giro in bicicletta nel corso pieno di sole, ho il cuore più lucido stamattina, e a uscire all'indietro dalla porta, a me, no che non serve.

30 maggio, 2010

Avrei potuto.

Mettere un'altra immagine, magari. Di ferri, di ceste ricolme di lana, di qualcuno stravaccato nel prato, di lezioni di scialli e borsine crochet, di aperitivi in terrazza, di fiori a sorpresa, di un gran casino, di una bella festa, di un silenzio e un'attenzione mai viste, di abbracci, di pattern, di yessssss, di chiacchiere fino alle 2, di cose e di cose.
Ancora frastornata. Ma contenta come poche volte.

29 maggio, 2010

28 maggio, 2010

Prove tecniche di delirio.

Ci siamo. Domani. Anzi oggi. Perchè oggi iniziano ad arrivare. Da Firenze e da Roma. Ok. Tutto pronto. A posto. Preparato. Stampato. Fotografato. Corretto. Ok. Fatto. Bene. Pronti? C'ho un'ansia che la vedo.

Murisengo Monferrato
Agriturismo La Zucca
Sabato 29 e domenica 30 maggio


Cioè domani. E dopodomani. C'ho un'ansia, ma un'ansia.

27 maggio, 2010

Il cielo delle sei.

E' giorno da un pò, ma non del tutto. E' presto, ancora, e nessun rumore da nessuna parte, nè da fuori nè dalle altre stanze della Casa in Collina. E' un piccolo lusso svegliarsi presto, prestissimo, anzi, che proprio non ce la si faceva più a stare nel letto e a riaddormentarsi, poi, che pratica assurda cercare di dormire quando non si ha sonno, si chiudono gli occhi come a forza, ci si concentra su bei pensieri, ma nulla, loro si sbarrano in automatico, a guardar fuori, a guardare l'ora, a guardare e basta. Il cielo del mattino presto nulla ha a che vedere col cielo delle altre ore del giorno. E' chiaro, è più bello, è come apparecchiato per la festa, tutto pronto e si inzierà, fra poco, le giornate di ciascuno che si intrecceranno, le cose da fare, le idee, i progetti, i miliardi di faccende, questioni, grane, situazioni che ogni giorno prendono vita, sotto questo cielo. Complice è la luce, appena spruzzata, che si fa via via sempre più lucida e nitida e chiara, chiara come il sole, si dice così, no? Il mattino presto ha con sè una specie di regalo, ti fa sentire potente e privilegiata, c'è un'aria frizzante stamattina, si può cogliere l'attimo e innaffiare con calma i vasi del terrazzo, che si ha tempo, è ancora così presto e dormono ancora tutti come sassi, e aggirarsi un pò da ladre, in punta di piedi, e cercare di fare piano, rende tutto ancora più misterioso e così bello, ci hai fatto caso? se parli sottovoce puoi anche dire una stupidaggine mondiale ma sembrerà una cosa bella, lo dico per ridere, non è che sia vero, o non del tutto, alla fine. Il cielo di stamattina mi trova così, ansiosa e felice, a innaffiar piantine, strappare foglioline secche, a guardare in alto e pensare che no, non può piovere proprio questo fine settimana, no, per favore. Il cielo delle sei mi ha salutata con una luce intatta e meravigliosa, che di colori e profumi a quest'ora ce ne sono in quantità, che le rose stanno sbocciando, finalmente, che le mie sono sempre le ultime. Buongiorno, cielo delle sei, fai di questa giornata una giornata serena, gli animali di casa tutti in gita dal veterinario, una spesa per il Regio Contingente che domani noi si va, un knit cafè al Bio che ci sarà da ridere, così agitate come siamo, e chi fa cosa, e a che ora arrivate, e non sbagliate strada. Perciò, buongiorno e buongiorno, e adesso che guardo meglio non sei già più il cielo delle sei e la luce è già così diversa, ma che importa, alla fine, il cielo è sempre cielo, e alle sei o alle dieci è bello uguale.

Odore di dicembre.

  Che non è pino, non è neve, non è gelo, non è niente. Non c'è dicembre in questi giorni, non c'è niente del genere, non ci sono le...