31 dicembre, 2006

Buon.

Buone giornate di vacanza. E di neve, se c'è. E di mare, qualora. Buoni giorni normali, di scuole e di uffici e di riunioni e di scadenze. Buone bollette da pagare e spese da fare e camicie da stirare. Buone pastasciutte, a mezzogiorno o mezzanotte, buone cotolette alla milanese, buoni risotti col vino giusto, buoni prosciutti di Parma e Culatelli di Zibello. Buoni libri da leggere e viaggi da fare, buoni amici da ascoltare, da vedere, da chiacchierare. Buone sere tranquille e sere da paura, buoni film da vedere, divano o anteprima, buone feste in montagna, buone maglie di cachemire, buone borse di Gucci e scarpette di Prada. Buone multe per divieto di sosta, buone tasse, buoni raffreddori e influenze e carenze di ferro e anche quelle d'affetto, che nessun botticino dal gusto di chiodi guarirà mai. Buoni smalti colorati, buoni sorrisi da vendere, buoni giorni di sole, e di nebbia al mattino, buoni tramonti sul mare, buone barche a vela, buon vento da nord ovest, buone doccie all'aperto, buone sere di mirto e di stelle. Buone favole da raccontare, buoni figli da sgridare, coccolare, amare sopra ogni cosa, buone battutacce in cucina, buone bugie, buoni abbracci da scaldare, buone domeniche mattina che dormono tutti, buone colazioni che durano tre ore, buon pane croccante e crostate di marmellata, che si è un pò bruciacchiata ma va bene così. Buone canzoni da imparare, buone poesie da insegnare, buoni giorni, buone notti, d'amore e di sonno, di sogni e magie, di pigiama e di baci. Buoni bigliettini, trovati o lasciati, buone telefonate, buone lettere spedite, o ricevute, o strappate, buone sorprese, buoni regalini inaspettati. Buone idee, buoni progetti e buonissimi sogni, da farne a tonnellate, più lucidi che mai. E buoni sentimenti, buoni amori, buone tenerezze e buone amicizie, e buoni affetti, e buoni perdoni e buoni sorrisi. E frizzi e lazzi, lustrini e brilli, paillettes e cotillons, e meno otto e meno nove, e tutte proprio tutte le cose che in un giorno normale che sembra speciale, in un giorno che è domenica e molto di più, una persona normale, felice e un pò fuori, possa mai augurare a ciascuno di voi.

30 dicembre, 2006

A proposito.


Esprimi un desiderio. E fai cinque buoni propositi per l'anno nuovo, si fa sempre, non è vero? Riordinare i cassetti, i fili da ricamo, una specie di inventario, buttare i vestiti vecchi e le vecchie presine consunte dall'uso e gli strofinacci, anche quelli, e le tazze sbrecciate e le maglie di lana che fanno i pallini. Buttare via, un pò come per dirsi che, in fondo, si stava male con tutta quella roba vetusta intorno, ci dava brutti pensieri e rimandava brutte immagini. Via, un sacco nero, di quelli grossi e tutto dentro senza guardare, non quelli lillini che sono trasparenti, se no ti vien voglia di salvare quel vaso o quella t-shirt che ti piaceva tanto. Resettare, come ho fatto a non pensarci, riprendere da capo, freschi come rose e freddi come spie, lontani, distanti, cucirsi il cuore nella fodera del cappotto, nel cappuccio della felpa e non ascoltarlo, per un pò. Mi vogliono superba? Lo sarò, eccome, più di sempre, altezzosa e un pò vigliacca, si dice stronza, in realtà. Benissimo, pronti, via. Non la sono stata mai, o forse non abbastanza. ho sempre cercato di salvare quel ridicolo senso di appartenenza a qualcosa che non esiste più da molto, e da adesso, da prima, da ieri, cercherò di appiccicarmi addosso questo nuovo ruolo. La mia famiglia è questa qua, mio marito e i miei bambini, bambini? ma dove, sono alti due metri e belli come il sole di giugno. Nient'altro mi serve. Avrò spalle su cui piangere lo stesso, avrò discorsi difficili da dividere con le persone che sanno davvero come sono, che strano, non il tuo sangue, però, che buffo scherzo della vita, le persone uguali a te non sanno nemmeno da che parte sei voltata e quelle che hai incontrato solo l'altroieri sanno come stai al solo suono della tua voce al telefono. Che storia. Butto via tutto. Le offese di ieri, le falsità, il mio implorare attenzioni che non merito, si vede, Non mi sentirò sola, c'è forse un modo per sentirsi più sola di così, certo peggiore ma in ogni caso diversa, più attaccata ai gesti d'affetto, alle piccole sorprese, alle piccole cose che ti fanno sentirse un pò voluta, amata, circondata di bene, al sicuro, insomma. Bene, negatemi pure tutto ciò, sono anni che lo rincorro e non l'ho mai acchiappato, eppure ero brava a prendere farfalle, da bambina. Si resta bambini in un certo senso, si ha sempre voglia di un abbraccio caldo, sempre voglia di una carezza. Non sono stata abbastanza brava, meritevole, non sono stata nominata per il Premio Bontà Duemilasei. Ho ingoiato rospi, prestato soldi mai rivisti, fatto finta di niente. Non abbastanza. E adesso, la Scocciata Stronzissima Superba, mette sù una bella corazza, diventa algida e merdosetta sul serio, sparisce dal giro, nel sacco nero butta anche le cose che le fanno male, che la fanno piangere in autostrada con la nebbia e i TIR, e se nessuno si preoccupa di sapere se per caso è spiaccicata contro qualche guard-rail, ma cosa importa, ho le spalle grosse e sopravviverò. A casa mi aspetta l'amore quello vero, che ho fatto io, che ho voluto. Di tutto il resto non me ne importerà più fico secco. Si cambia, signori miei. E vaffanculo pure alla farfalle.

26 dicembre, 2006

E anche questo Natale...


Resta poco. Quasi niente. L'affanno, la magia, l'attesa dei giorni passati non lasciano traccia. Non gradevole, almeno. Ci si rende conto che, nonostante i proponimenti e il dirsi, sarà diverso, sarà bello, sarà come vorrei io, tutto è uguale, irrimediabilmente uguale all'anno scorso e a quello prima e a quello prima ancora. Certo, la famiglia è stata spettacolare e preziosa, e non solo nei regali, il clima che mi aspettavo, la sera della Vigilia, la scena per Babbo Natale, giurando di aver visto la scia luminosa della slitta proprio lì, dietro il ciliegio. Ma è il giorno che mi ha deluso. Che mi fa pensare. Che mi dà l'ennesima riprova. Che per l'ennesima volta mi sono un pò sforzata, a inventare argomenti che non ho, ad evitarne altri, ad arrabbiarmi in silenzio, sorridendo, perchè è Natale, appunto, e perchè tutti gli altri, seduti a questo tavolo, coi lustrini e le candele, proprio non se lo meritano. E' passato. E adesso, la scenografia dei piatti sistemati per bene è solo una pila di stoviglie da lavare, e sai, non ti ho preso niente perchè tu hai tutto e farti regali è difficile, e ringraziamenti finti e fuori luogo, complimenti di plastica e ovvietà. Le portate che hai cucinato dalle 8 del mattino sono avanzi che balleranno fuori e dentro dal frigo per una settimana e a vederli ti viene la nausea. Ripiegherai per bene le carte dei regali e i nastrini e i bigliettini e li conserverai, chissà perchè, in una scatola. Un altro Natale è arrivato e se ne è andato. Si sono avute cose belle, bei momenti e bei sorrisi, ma anche qualche piccola mancanza, qualche risaputa offesa, qualche semplice dolcezza negata. E non ci si abitua mai. I pacchi scartati sono lì, sotto l'albero zen. Le persone care dormono tranquille in una mattina di festa, che ieri sera abbiamo fatto tardi dagli amici a finire i loro avanzi, come tradizione, e altri amici ci aspettano in montagna quest'oggi. Preziosi, come regali. Della tradizione "con i tuoi", non resta niente. Solo candele, diventate brutte sculture di cera sciolta e le briciole, da scuotere via insieme ai lustrini.

23 dicembre, 2006

Desiderata.



Passa tranquillamente tra il rumore e la fretta,
e ricorda quanta pace può esserci nel silenzio.


Finché è possibile senza doverti abbassare,
sii in buoni rapporti con tutte le persone.
Dì la verità con calma e chiarezza; e ascolta gli altri, anche i noiosi e gli
ignoranti; anche loro hanno una storia da raccontare.


Evita le persone volgari e aggressive; esse opprimono lo spirito.
Se ti paragoni agli altri, corri il rischio di far crescere in te orgoglio e acredine,
perché sempre ci saranno persone più in basso o più in alto di te.

Gioisci dei tuoi risultati così come dei tuoi progetti.
Conserva l'interesse per il tuo lavoro, per quanto umile;
è ciò che realmente possiedi per cambiare le sorti del tempo.


Sii prudente nei tuoi affari, perché il mondo è pieno di tranelli.
Ma ciò non acciechi la tua capacità di dinstinguere la virtù;
molte persone lottano per grandi ideali, e dovunque la vita è piena di eroismo.
Sii te stesso.

Soprattutto non fingere negli affetti, e neppure sii cinico
riguardo all'amore;

poiché a dispetto di tutte le aridità e disillusioni esso è perenne come l'erba.


Accetta benevolmente gli ammaestramenti che derivano dall'età,
lasciando con un sorriso sereno le cose della giovinezza.
Coltiva la forza dello spirito per difenderti contro l'improvvisa sfortuna,
ma non tormentarti con l'immaginazione.
Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine.

Al di là di una disciplina morale,
sii tranquillo con te stesso. Tu sei un figlio dell'universo, non meno degli alberi e
delle stelle;

tu hai il diritto di essere qui.
E che ti sia chiaro o no, non vi è dubbio
che l'universo ti stia schiudendo come si dovrebbe.

Perciò sii in pace con Dio,
comunque tu lo concepisca, e qualunque siano le tue lotte e le tue aspirazioni,
conserva la pace con la tua anima pur nella rumorosa confusione della vita.
Con tutti i suoi inganni, i lavori ingrati e i sogni infranti,
è ancora un mondo stupendo.
Fai attenzione.
Cerca di essere felice.

(Trovata nell'antica chiesa di S. Paolo, Baltimora. Datata 1692.

21 dicembre, 2006

L'ha fatto per me.

Non c'è altra spiegazione. E' stato il suo modo per dirmi Buon Natale, io lo so, ne sono certa, vero è così? Non è mistero per nessuno: abbiamo una storia torbida. E che mio marito non lo sappia mai, per carità. Anche se gli ho confessato che, dovessi , a caso, trovarlo a fare joggin' sulle colline del Monferrato, mi dispiace tanto, ma faccio sù baracca e burattini e vado via con lui, anche se è in tuta e scarmigliato e io non ho con me neppure lo spazzolino. Che vuole farci, signora cara, ognuno c'ha le sue debolezze e io, modestia a parte, c'ho questa. Da sempre, sa? Da quando giovincella in vacanza in Costa con le amiche, ci appostavamo per spiare le feste a bordo della sua barca, elaborando scuse e millantando parentele illustri per farci invitare a bordo. Non è mai successo, sob. E quella volta che eravamo insieme alla stessa trasmissione televisiva? E l'anno scorso, gomito a gomito nella stessa pizzeria ? Veramente era 10 tavoli più in là, cosa importa. Ah, signora, signora, che avventura. Comunque, oggi, vada a vedere che bel regalo mi ha fatto, il mio Guido, massì, come fa a conoscerlo, già, lei guarda solo le telenovele e le repliche di Dallas su Sky. E' proprio lui, Guido Barilla, il mio fidanzato segreto. Vabbè, dire che è quello dei fusilli è riduttivo, andiamo. Comunque, dicevo, oggi, vada a comprare un sacchetto di biscotti. Lui, il Guido, ha disegnato personalmente il packaging (il sacchetto, orsù), e ci ha messo una serie di schemini a punto croce da perderci la testa. E poi in incognito, si sa, per non far ingelosire la moglie, mi ha anche mandato una mail con il link dove posso trovare tante cose deliziose per Natale. Guardi qui se dico bugie. L'ha fatto per me, è un messaggio sublinguale, l'ho capito subito, io. Ma, vede, la nostra è una storia difficile e contrastata, abbiamo 9 figli in due, sa com'è, e poi la distanza, il lavoro, lavora un sacco, sa? ma come si dice, alla fine l'amore trionfa. Come dice? Mio marito? Beh, mio marito non lo sa, è ovvio, e, ehm, veramente neppure il Guido. Ma come si dice, signora mia, mai come in questo periodo dell'anno vale il detto Basta Il Pensiero. E io. sempre modestia a parte, lo bastai.

Odore di dicembre.

  Che non è pino, non è neve, non è gelo, non è niente. Non c'è dicembre in questi giorni, non c'è niente del genere, non ci sono le...