19 aprile, 2013

Il Linguaggio Segreto dei Fiori.

Si era deciso di fermarsi un pò.
Di staccarsi un pochino da connessioni e social, indispensabili dopo il delirio di sabato e domenica, ma che non mi hanno trovato pronta a gestire tutto come si conveniva. Perciò, l'ho presa bassa, bassa non proprio se dopo tanta bellezza dello scorso fine settimana mi sono trovata a gestire questioni e questioni, così, come a pagare il prezzo di tanto benessere, di tanta pace. Ma si tiene botta, come si dice.

Qui intorno è tutto un fiorire, un colorare, un'esplodere di tinte pastello e gialli decisi, di bianco nuvola e rosa confetto. A vivere in collina certo i colori non ti mancano.
Sono i fiori.
Sono i fiori a raccontarti storie, sono i fiori a dire e non dire, sono i fiori, sentinelle magnifiche di stati d'animo e meraviglie, portatori di bellezza e allegria e sentimento, anche.
I fiori mi piacciono tutti, anche quelli gialli, anche i girasoli, anche le forsizie, non parliamo di viole, anemoni e rose lilline al profumo di vaniglia. 
I fiori sanno.
Ho un fascio di rose candide sul tavolo, ho trovato un vaso adatto, dei fiori mi piace vedere anche i gambi che si intrecciano nell'acqua, sarò ben strana.
E mi piacciono i fiori che trovo nel pratino, perfino quelli delle erbacce, le violette chiarissime o scurissime, a seconda di dove decidano di nascere, se sotto al lillà o nella riva oltre il Prato Grande, di fianco al noce.

Ascolto le loro storie.

Sono storie che mi invento da sola, quando ci sono quelle volte che non ho la forza e la lucidità e tutto mi sembra così nebbioso e complicato e faticoso e difficile.
Le storie più belle sono quelle che raccontano le margherite, che a camminarci sopra è un sacrilegio.
E anche quelle del ciliegio vicino e dei ciliegi lontani, quelle nuvole rosa e bianche nella collina di fronte.

Non mi lascio ingannare.

Spesso le nuvole soffici e bianche degli alberi fioriti e vederle da vicino non sono fiori perfetti ma un insieme di petali che se li tocchi cadono giù, e foglie  rami sottili e nodosi e che nemmeno li puoi cogliere, per dire, ma li può solo guardare da lontano. E che fiore sei, se non ti si può cogliere.

Al contrario, quegli insignificanti fiorini che trovi dovunque ti danno una lezione che non immagini, colori schietti e gambi lunghi, le violette stanno giorni e giorni nel vaso della marmellata cui hai lavato via l'etichetta e  messe lì, nell'angolo del tavolo, fanno subito dolcezza e calma e cose belle.

In questi giorni mi dedicherò con passione ai vasi del terrazzo e dei davanzale, rianimerò i gerani che hanno passato l'inverno al caldo del garage, sceglierò al vivaio la macchia di colore che più mi piace, li prenderò con cura scrutandoli bene, fioriti ma non troppo,  li trasporterò con attenzione e li pianterò con guanti e mestiere. Li sceglierò con attenzione, senza paura di sbagliare. 
I fiori nel vivaio sono loro a scegliere te, non il contrario, devi solo aver cura di avvicinarti bene e stare ad ascoltare.
I fiori non urlano. Sussurrano, piano.



1 commento:

Anonimo ha detto...

<3
Alice