22 settembre, 2007

Il Premio della Critica.


Nel senso più letterale del termine, però. Nessun tappeto rosso, nessun And The Winner Is, nessuna foto in abito lungo d'ordinanza, anche se il tour di vetrine di ieri mattina poteva fare al caso mio, ho provato un cappotto viola da non dormirci la notte e alla fine sono uscita con un paio di scarpe, ma va?, che ne avevo tanto bisogno. Ma di critica, si parlava. Le critiche più spietate, più crudeli, che fanno più male non sono certo quelle delle Dame di Carità della città in cui vivo, non delle Vicine, adorabili, non dalle Amiche, certo che no. Sono quelle, impunite e sfacciate, che fuoriescono dalle rosee boccucce dei miei figlioli. Dai maschi, com'è ovvio. Loro, i Principi del Liceo e/o dell'Ateneo, i Gran Visir del Buon Gusto e dell' educazione, loro, sì, Profeti del Saper Vivere e delle Buone Maniere, mi criticano. E come ti sei vestita, ma dove credi di andare, ma qui e ma là. E di me, parlano e sparlano. Di come sono. Pettegola. Chiacchierona. Che voglio sapere. Serpente a sonagli. Che mi bulleggio ( che ancora bene non mi è chiaro il significato ma studierò la questione). Che mi impiccio. E soprattutto, regina incontrastata di tutte le Critiche Mondiali.....CHE SCRIVI I FATTI NOSTRI. Già, scrivo. Di me, delle cose mie, della mia vita, delle cose che faccio e di quelle che no, tanti mi hanno chiesto perchè, e io mai che abbia dato una risposta uguale per due volte di seguito. In realtà non lo so nemmeno io. Ho scritto diari da tutta la vita, e tenuto fotografie e raccolto spaghini dei regali e bastoncini del gelato e biglietti del cinema e carte d'imbarco e scontrini e bigliettini quelli bianchi nei mazzi di fiori. Scrivo perchè questo pezzo della mia vita mi piace così tanto che lo voglio un pò fermare, non so, raccontare, sì, che male c'è, e cosa importa se chi lo legge è qui vicino o a Singapore. Da tutto il mondo, è vero, si può vedere da dove leggono dei miei figli e dei gatti e dei miei ricami e dei miei magoni. Resta la curiosità, a chi può interessare che cosa faccio io, e l'orgoglio, anche, ma guarda guarda, mi leggono anche da lì. E mi dicono, dai, scrivi ancora. Pubblicherò, un giorno non lontano, quando una Casa Editrice finalmente vorrà raccogliere le mie Fragole, e allora, sì, ai miei figli che non capiscono dirò che ogni mamma ha un sogno. E da quando avevo l'età loro, cari i miei trucidi piccini, il mio sogno è questo qua. E non sono brava a inventare i personaggi, che anche alla Holden me l'hanno detto, no, inventare i personaggi non ti viene tanto bene, scrivi di quello che sai. E io, so di voi. Così, scrivo. Scrivo e aspetto. Scrivo e pubblico ogni giorno. E ogni giorno il mio sogno si avvera, attravero tutti i click che mi fanno dal mondo e dalla casa qui vicino. E sono felice. E a voi, figliolini adorati, dico che smetterò. Smetterò e non dirò, per esempio, della cena di ieri sera, col mare e la luna, tutti insieme anzi un pò di più, che la Biondina Timida era dei nostri, che ha avuto in dono dal Feroce Capitano la maglietta dell'equipaggio e che...ops! Ma si sa, le mamme che sognano son così sbadate.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Per cortesia,continua a scrivere: di te,della tua famiglia,dei tuoi ricami e dei tuoi sogni.
In tutto quello che scrivi,ritrovo tanti pezzetti della mia vita.Anche io ho due figli maschi e anche loro,"criticoni".
Buon fine settimana.
Tiziana

santin ha detto...

Tresor non puoi assolutamente smettere di scrivere..Tu sei quello che vorrei essere io....mi piace leggerti, sognare, pensare a me e a te in casa, tra fiori e marmellate, ricami e lavori a maglia....non mi abbandonare
santin
www.scandalosamentesanto.splinder.com

copenhagen_by_bike ha detto...

Allora lo sai che ti leggo sempre anche io?
Per carità, non smettere... io sono una di quelle che ti ha messo nei preferiti e che quando vede in grassetto un nuovo post,aspetta il momento giusto in ufficio per leggerlo con calma e rileggerlo e rileggerlo,infinite volte, come le tue fragole.

Io che sono ancora piccola e che la mia vita futura sto cominciando proprio adesso a costruirmela, nelle tue parole trovo frammenti di vita vera, sentimenti sinceri che faccio miei.

tu che dici di avere una mamma così "lontana" non sai quanto questo mi rispecchi... tanto che spesso colgo le tue parole come quelle di una mamma-bis, come un modello positivo da seguire. Lo so che ne hai già tanti di marmocchi per casa, ma che ci vuoi fare!
Una volta hai scritto che i tuoi pensieri possono essere o molto veri o molto falsi, beh a me piace pensare che siano molto veri, nel bene e nel male, che la tua famiglia sia davvero meravigliosa, che il tuo amore verso il Capitano sia davvero così vero. Non smettere... a presto!

Anonimo ha detto...

Come sono contenta che tu te ne infischi dei rimbrotti del Giovane Holden, del Liceale e anche della Biondina Timida.
Mi piace moltissimo come scrivi, questo te lo dissi in un mio primo, lontanissimo commento di tanto tempo fa... mi ritrovo in molte delle cose che vivi e in come le vivi, in molti dei tuoi passatempi che sono anche i miei, e quindi continua così, che senza le tue fragole non si potrebbe stare... o almeno io non ci saprei stare.
Raffa :-)

Adrenalina ha detto...

Scrivi scrivi scrivi scrivi ....baci

Gallinavecchia ha detto...

Lasciali criticare, rientra nel loro ruolo dei figli grandi, quando arriva il momento di far scendere dal piedistallo noi mamme. E tu continua a scrivere, mi raccomando, che la passeggiata nel tuo campo di splendide fragole ormai è diventata per me un'abitudine irrinunciabile.
Un bacio
Gallina

Anonimo ha detto...

"Scrivo per tenermi in vita" ha detto Milena Augus, autrice di Mal di pietre, a chi le domandava la ragione della sua scrittura all'incontro di Mantova.
E' opportuno un biografo delle ns. micro-vite e le cose che si scrivono oggi, che ci paiono banali, ripetitive e scontante, avranno un valore sensazionale a distanza di tempo.
Christa Wolf, grande scrittrice tedesca, ha pubblicato l'anno scorso un libro che si intitola "Un giorno all'anno", in cui raccoglie le cose scritte il 27 settembre di ogni anno dal 1960 al 2000. Le cose quotidiane, le febbri dei figli, il cibo consumato, i dialoghi con il marito, il colore del divano di casa. E molto altro ancora.
E' straordinario leggerlo ora.
E dunque, mutuando una canzone : " E tu scrivimi, scrivimi, se ti viene la voglia , e raccontami quello che fai".........
Ciao

Odore di dicembre.

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